Search
  • Gruppo folk Val Biois

La prima birreria d'Italia

La famosa birra Pedavena ha le sue origini con i fratelli Luigi, Sante e Giovanni Luciani a Canale d’Agordo nell’edificio che, seppur modificato nell’aspetto, si trova ancora dietro la chiesa di San Giovanni.

Funse da fabbrica e da spaccio della bevanda dal 1888, anno della sua fondazione, fino al 1930 circa. Chi visse quel periodo storico ricorda come un avvenimento il via vai di carri carichi di botti e bottiglie di birra.

Durante la stagione invernale, caratteristico era il grande albero di fronte alla birreria, fatto con assi di legno che, bagnate da una sorgente d’acqua a spruzzo, si trasformava in un grande castello di ghiaccio.

Il ghiaccio veniva poi tagliato in cubi e portato nella ghiacciaia sotterranea, permettendo ai barili di birra di mantenersi freschi durante la stagione estiva.


Da Canale d'Agordo in Valle del Biois si sono poi trasferiti a Pedavena, dove c'era abbondanza di acqua di buona qualità e, nel 1896, hanno iniziato la costruzione di un nuovo stabilimento.

Già nel 1897 la fabbrica di Pedavena iniziò la produzione, ma ci volle un decennio per portarla ad una capacità annua di 10.000 hl. Bisogna considerare che, all'inizio del secolo, l'industria birraria italiana era notevolmente arretrata rispetto a quella del resto d'Europa; si può senz'altro definirla un'attività artigianale. La produzione nazionale annua si aggirava sui 145.000 hl, pari ad un consumo pro capite di 1,5 litri.

Nel 1917, con l'invasione austro-ungarica, lo stabilimento fu saccheggiato dei suoi impianti in rame e distrutto parzialmente da un incendio; si rese quindi necessario, alla fine del conflitto mondiale, ricostruire tutto da capo. Nel 1920 fu raggiunta una produzione di 90.000 hl e lo stabilimento si aggiudicò così il secondo posto nella graduatoria nazionale.

Risale al 1927 la realizzazione della splendida sala cottura, realizzata con una eccellente lega di rame e completata con mosaici e stucchi che a distanza di 90 anni conservano ancora il loro splendore.

Nel 1928 i fratelli Luciani acquisirono la fabbrica di birra Dreher di Trieste, costruito dal viennese Anton Dreher nel 1869 per la produzione di birra a bassa fermentazione.

Dopo la seconda guerra mondiale, il consumo di birra ebbe un notevole impulso.

Nel 1953-54 è stata aperta presso l'Istituto Professionale "Carlo Rizzarda" l'unica scuola per birrai maltatori in Italia.

Alla fine degli anni '60, si rese necessario puntare ad avere un unico marchio a livello nazionale e la scelta cadde sul marchio Birra Dreher. Nel 1974 il Gruppo Birra Dreher fu ceduto alla multinazionale olandese Heineken.

Nel settembre 2004, esattamente 30 anni dopo l’acquisizione, Heineken decide di chiudere lo stabilimento di Pedavena.

Prende avvio da subito la mobilitazione da parte dei lavoratori che inizia con una petizione di firme cartacea e poi via internet contro lo stop alla produzione.

Il diffondersi di numerose testimonianze di solidarietà aumenta in modo esponenziale la visibilità sul caso tuttavia, il 29 luglio alle 9.12, esce dal reparto confezionamento l’ultima bottiglia di birra e il successivo 30 settembre la sirena della Birra Pedavena, che ha scandito per più di un secolo la vita del paese, suona per l’ultima volta. Nel frattempo, la trattative continuano serrate finché si presentò un’offerta idonea.

Finalmente il 10 gennaio 2006 il gruppo Castello di Udine rileva Pedavena, una tra le più antiche fabbriche italiane di birra e il 4 aprile 2006 si inaugura un nuovo inizio per Pedavena e un nuovo ciclo nella storia della birra italiana.

Birra Pedavena, con il suo 100% di italianità, continuerà ad essere prodotta seguendo l’antica ricetta dei fratelli Luciani, con l’acqua cristallina delle Dolomiti, il luppolo profumato e il lievito purissimo sotto la guida di un mastro birraio d’eccezione, Gianni Pasa, che già a Pedavena aveva creato la famosa “birra del centenario”.

Birra Dolomiti. La prima birra a km zero

E’ proprio nel territorio delle Dolomiti che nasce, unica nel suo genere, Birra Dolomiti che, già attraverso il nome, sottolinea l’imprescindibile legame con il territorio di origine. Il progetto, nato nel 2006, è rivolto alla produzione di una birra prodotta nel rispetto dell’ambiente circostante e con l’utilizzo di materie prime locali. La coltivazione dell’orzo è svolta dalla locale Cooperativa La Fiorita con la semente rinvenuta in alcuni bauli a Livinallongo del Col di Lana e in Val di Zoldo. La crescita è monitorata dagli esperti al fine di ottenere il prodotto migliore sia nella scelta consapevole degli ingredienti che nella definizione del gusto.


38 views

Gruppo artistico culturale Val Biois

Via Focobon 12/b - 32020 Falcade (BL)

 c.f. 93008740255  - p.i. 00964760250